Il cinema ha bisogno di nuovi luoghi. Non solo di grandi città e di grandi palcoscenici, ma di piazze,
comunità, territori e nuovi sguardi.
È da questa intuizione iniziale che nasce l’idea del Giove Short Film Festival.
Quindi a Giove è Cinema, per la prima volta: non un evento “spot”, destinato a esaurirsi nel
tempo, ma un vero festival.
Un appuntamento culturale pensato per crescere, consolidarsi e diventare un nuovo punto di
riferimento.
Un festival dal respiro internazionale rivolto soprattutto alle nuove generazioni, alle scuole di
cinema, alle accademie e a tutti coloro che ogni giorno studiano, scrivono, girano, montano e
sognano il cinema.
L’obiettivo è intercettare l’intera filiera dello spettacolo: dagli autori ai tecnici, dai produttori agli
operatori del settore, fino al pubblico che cerca storie capaci di emozionare e di lasciare un segno.
Giove diventa così un luogo di cultura, un punto di incontro e di confronto.
Lo sguardo è assolutamente internazionale ma ha però radici profonde nel territorio e, di edizione
in edizione, proporrà un percorso tematico che dalla se ma arte, il cinema, si collega alle altre e
giunge a coinvolgere vari settori di interesse e sviluppo per la comunità locale.
Una comunità e la sua identità
Il Giove Short Film Festival vuole essere molto più di una rassegna di cortometraggi. Vuole diventare uno spazio di incontro, di formazione, di confronto e di scoperta.
Nel caso del nostro festival un luogo in cui un giovane autore possa incontrare un professionista, uno studente possa confrontarsi con chi lavora nel settore, un pubblico possa scoprire una storia proveniente dall’altra parte del mondo. Un luogo dove il cinema accade, si discute, si sperimenta e si immagina.
Giove, uno dei principali e importanti “avamposti” umbri ai confini con il Lazio, con la sua storia e la sua identità, diventa il punto di partenza di un percorso che guarda molto lontano.
Una comunità locale può così entrare in relazione con la comunità internazionale creando un’occasione unica di dialogo e al tempo stesso di marketing territoriale, capace di generare un nuovo indotto turistico e posizionare il borgo non solo come polo culturale d’eccellenza ma anche come polo di tutto ciò che la cultura -soprattutto in Italia- può portare con sé, ovvero la qualità della vita. E quindi portando con sé anche i settori della ricettività, della ristorazione, del wellness.
